da VARESE NEWS

Tradate - Drammatici filmati lunedì 1 Dicembre al cinema Paolo Grassi che ricostruiscono quanto avvenuto durante il terremoto che il 28 dicembre 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria

Alle 5,21 di lunedì 28 Dicembre 1908, Messina e Reggio Calabria, vennero completamente distrutte da un terremoto cataclismico, valutato dell’ottavo grado della scala Richter (per intendersi della stessa intensità del terremoto-tsunami che devastò l’Indonesia nel Dicembre 2006). In occasione del centesimo anniversario di questo tragico evento naturale che mise in ginocchio tutta l’ Italia per decenni, il Gruppo Astronomico Tradatese ha organizzato una serata speciale in programmata per lunedì 1 Dicembre, alle 21 al cinema Paolo Grassi, con tema “Messina 1908: i filmati della catastrofe”, curata da Giuseppe Palombo.

Il lavoro di ricerca del relatore per recuperare il prezioso materiale (immagini, filmati, documenti) è stato lungo e laborioso. La catastrofe sismica di Messina sarà analizzata dal punto di vista storico, cinematografico, letterario e psicologico in una serata di altissimo interesse documentaristico e nel contempo altamente drammatica: certi documenti (in particolare alcune rarissime sequenze cinematografiche) lasceranno certamente senza fiato il pubblico, specialmente il più giovane che mai ha sentito parlare di questa immane tragedia.

“Spesso ci dimentichiamo che la Terra è un pianeta bellissimo ma anche crudele – spiega il presidente del Gat, Cesare Guaita -. Purtroppo, a quei tempi, nessuno era consapevole che la regione dello stretto di Messina presenta altissimi rischi sismici: così lo sviluppo edilizio incontrollato di Reggio C. e Messina portò quasi automaticamente alla catastrofe. Va ricordato che a quei tempi non c’erano radio e televisione, quindi le informazioni viaggiavano solo via telegrafo e potevano essere reperite solo sulle principali testate giornalistiche: per questo ci vollero alcuni giorni perché in Italia e nel resto d’Europa si divulgasse la notizia della morte di oltre 80 mila persone, schiacciate dai crolli delle loro case o sommerse dall’onda anomala di un impressionate tsunami alto 10 metri. Si trattava della più disastroso terremoto che abbia devastato l’Europa occidentale in epoca storica”.

”A distanza di 100 anni – prosegue Guaita -, i progressi delle conoscenze geologiche ci assicurano che lo stretto di Messina è sicuramente la zona sismica più pericolosa dell’ intera Europa. Sappiamo anche che nel passato, mediamente ogni secolo, si sono verificati grossi terremoti. Il fatto che sia passato un secolo dall’ ultimo non ci deve quindi lasciare tranquilli, ma metterci in grande allarme: la probabilità di un prossimo grande sisma si avvicina sempre di più. Questo è più che sufficiente per farci riflettere bene su cosa si può fare e cosa non si può fare nella regione dello Stretto”.